L’Italia è tra i paesi meno tendenti all’assicurarsi in Europa: nel nostro paese è infatti diffuso lo stereotipo dell’assicurazione come seccatura e non come investimento.

Per la maggior parte dei non addetti ai lavori tutto ciò che ruota attorno all’”universo assicurazione” è spesso sinonimo di “furto legalizzato”.

Contemporaneamente, lo stereotipo dell’agente o intermediario assicurativo pronto ad approfittarsi dell’ignoranza (sul tema) della gente per lucrare, dilaga inesorabile.

Spesso è proprio il concetto base di “assicurazione” che viene percepito in maniera distorta.

Molti si fanno ancora domande del tipo:

“Ma se è da 5 anni che sto pagando 300 euro di quota annuale e ad oggi non mi è mai accaduto nulla, ci sto rimettendo!?”

oppure:

 “Assicurarsi la casa?? Per 300 euro? Ecco bravo, così se non mi succede niente butto via 300 euro?! Ma dai ma che vuoi che succeda?!”

Domanda che magari ci facciamo il giorno dopo aver comprato l’ultimo modello di IPhone, quando il modello precedente è ancora perfettamente funzionante, oppure un nuovo paio di scarpe, simile (ma non identico) a quello comprato un mese fa.

Fu così che i 300 o più euro spesi per un capriccio potevano coprire benissimo il premio annuale per assicurare l’abitazione, che ora sta bruciando per via di un cavo elettrico fuori posto, sotto sotto i nostri occhi disperati.

Fortunatamente stiamo facendo un esempio, e ci auguriamo che ciò non accada mai a nessuno.

È però innegabile che trovarsi di fronte a questa situazione (a dir poco estrema) senza essere tutelati equivale a perdere un’enorme fetta del nostro patrimonio economico, senza possibilità di rimediare.

Questi sono tipici ragionamenti ricorrenti in tema di assicurazioni (quando non sono obbligatorie come l’RC Auto).

In realtà l’essenza dell’assicurazione è quella di una tutela preventiva, che ci consente di accogliere il danno preparati, a fronte di una quota annuale da versare.

Ma da dove deriva questa ignoranza assicurativa?

Assicurarsi importante

Di base, questa combinazione diffidenza + ignoranza nei confronti dell’ assicurarsi nasce dal fatto che dobbiamo confrontarci con un documento (nel maggiore dei casi) illeggibile e indecifrabile, che fa ampio uso di termini specifici del settore che creano solo maggiore confusione.

In più, spesso non sappiamo nemmeno cosa andiamo esattamente ad assicurare e soprattutto quali sono i vantaggi concreti dell’assicurarsi.

Il premio assicurativo? Ma non è un regalo che mi danno a fine anno se faccio il bravo?”
In realtà si tratta semplicemente della quota annuale da pagare.

L’indennizzo? È la somma che tipo ti danno quando ti vengono addosso con la macchina no? Mmmm… Ah no aspetta…”
Anche se è un concetto più complicato del precedente, l’indennizzo è la somma dovuta dall’Assicuratore all’Assicurato in caso di sinistro, e quindi rappresenta la prestazione dell’Assicuratore prevista dal contratto di Assicurazione.

Differisce dal risarcimentoche è invece dovuto esclusivamente per un danno esclusivamente conseguente ad atto illecito, e come tale fonte di responsabilità civile (il responsabile civile è il soggetto tenuto al risarcimento del danno causato da un altro soggetto).

Non c’è da biasimare chi di assicurazioni non ci capisce nulla, si tratta comunque di un campo molto tecnico, a tratti poco comprensibile anche dagli stessi addetti ai lavori.

La piena comprensione (ma anche solo un livello accettabile) passa attraverso approfondimenti e tempo investito in ricerche sul web o in altri canali, spesso riunendo i tanti piccoli pezzettini trovati qui e là.

Questa operazione richiede appunto tempo, e di tempo libero ce ne è sempre meno.

Come sta cambiando il mercato assicurativo?

assicurarsi e confusione

Come abbiamo già detto nell’articolo sul cambiamento del rapporto tra compagnie ed assicurati, gran parte degli agenti e dei broker assicurativi sono a disposizione per fornire delucidazioni e chiarimenti su questi complessi “contratti preventivi”.

Quindi, se tutto ad un tratto la faccenda diventasse di una semplicità disarmante, si ridurrebbe drasticamente la necessità di ricorrere a queste figure professionali.

Per questo motivo noi riteniamo che una “rivoluzione” che porti a semplificare il mercato assicurativo dovrà necessariamente partire da noi consumatori, ed è impensabile che possa avvenire dall’oggi al domani, ma necessiterà di graduali piccoli passi.

Lo scenario attuale rimanda alla metafora di un cane che si morde la coda, con assicurati e assicuratori che si rincorrono (chi perché non riesce a decifrare la riga, chi per convincere l’altro ad assicurarsi da lui piuttosto che dal concorrente), spesso senza arrivare ad un punto d’accordo preso in totale sicurezza ed autonomia.

D’altronde non è un caso che in Italia sia saturo solamente il mercato delle assicurazioni RC Auto, per legge obbligatorie.

Se siamo “costretti” ad acquistarle (pena salata sanzione), andiamo a risparmio senza badare alla qualità di ciò che stiamo comprando.

Le altre polizze non obbligatorie invece, come ad esempio quelle sulla casa o sulla vita, non destano lo stesso interesse non perché siano meno importanti, ma perché il loro acquisto è lasciato al libero arbitrio del cittadino.

Di conseguenza, tirando le somme, chiediamoci perché un cittadino dovrebbe pagare volentieri un prodotto del quale:

  • non ha la minima idea di quale sia la sua utilità (mancanza di cultura assicurativa) e non ne vede l’immediato ritorno economico/non ne percepisce il valore nel lungo periodo (mancanza di cultura della prevenzione);

  • non si conosce l’effettiva qualità e quando arriva il momento di reclamare il servizio (quando capita il sinistro), esso magari è scadente a dispetto delle promesse iniziali (mancanza di garanzie sull’effettivo valore di ciò che si è pagato).

Riprendendo ciò che abbiamo detto in precedenza a riguardo dell’utilità di un’assicurazione sulla casa, è evidente come il mancato acquisto delle polizze assicurative (non obbligatorie) non sia dettato dalla mancanza di denaro, ma dalla mancanza di percezione di utilità e beneficio del bene in questione.

In breve, l’assicurazione in Italia viene percepita come “seccatura” e non come “investimento”.

Ma quanti hanno un telefono cellulare da 1000 euro e poi si lamentano per il costo di un’assicurazione annuale a tre cifre che li possa tutelare e far vivere in sicurezza?

Qual è il contribuito che vogliamo dare?

Il cambiamento dell'assicurarsi

Vogliamo rovesciare tutti quei pregiudizi negativi che derivano da un’errata percezione dell’assicurazione, non vista come investimento nel lungo periodo ma come uno spreco di soldi.

Per cambiare le cose è necessario, innanzitutto, che sia ben chiaro cosa ci sia da cambiare e perché.

Questo è possibile solo facendo parte di una comunità che si aiuta a vicenda nel comprendere al meglio il mondo assicurativo, e nel concreto:

  • spiegando nel modo più chiaro possibile l’utilità e il valore delle polizze in questione;

  • promuovendo e proponendo polizze comprensibili e chiare;

  • lasciando spazio alla comunità negli appositi spazi per dibattiti e discussioni costruttive;

  • aggiornando continuamente il blog con articoli inerenti le ultime novità, i cambiamenti e i punti critici del mercato assicurativo.

Oltre a promuovere una maggiore cultura assicurativa diamo in mano alla nostra comunità gli strumenti per misurare l’effettiva qualità della polizza sottoscritta.

Questi strumenti fanno parte del metodo GIDASS, che unisce:

  • Clausola di Salvaguardia (una condizione inserita in tutte le polizze promosse da GIDASS che prevede, in caso di andamento positivo delle polizze della comunità, un miglioramento della polizza anno dopo anno);

  • Il GiData (che ci indica se stiamo pagando il giusto);

  • la partecipazione attiva della comunità, in modo da raccogliere le idee ed i consigli di tutti gli utenti, per avere sempre la miglior polizza sul mercato al minor prezzo.

Per approfondire al meglio il funzionamento del Metodo GIDASS consulta il l’apposita pagina del nostro sito.

Questo è il progetto GIDASS, che stravolge le tradizionali regole del marketing assicurativo.

Gruppo italiano d'acquisto assicurativo

Il METODO GIDASS unisce la forza delle persone riunite in un gruppo d’acquisto di assicurazioni alla trasparenza resa possibile con il GiData.

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